Cosa insegna l’incendio di Crans-Montana
di Paolo Galiazzo, esperto sistemi rilevamento incendi
Come tutte le tragedie, saranno le indagini e gli studi che gli esperti condurranno nelle prossime settimane, a svelare cosa non ha funzionato. Per il momento, restano il tragico epilogo e le tante immagini girate tra social e telegiornali.
La prima sensazione che si prova, alla vista di questi documenti, è la completa assenza della percezione del pericolo, forse giustificabile per i partecipanti all’evento (arrivati nel locale per passare una serata di divertimento e spensieratezza), ma non accettabile per i professionisti che l’hanno organizzato o l’hanno autorizzato.
La cultura della sicurezza delle persone, in particolare se riguardante la collettività, non può più essere trattata come una materia marginale o, peggio ancora, come un’imposizione possibilmente da evitare.
Un atteggiamento che si riscontra anche nella superficialità dei commenti. La frase più ricorrente sentita nei vari TG è: “mancavano gli estintori”.
Da esperto del settore, mi chiedo: se ci fossero stati, quanti sarebbero stati in grado di usarli se non addestrati sul loro utilizzo, tutt’altro che semplice?
Purtroppo la banalizzazione di certi argomenti porta a soluzioni sommarie e sicuramente senza efficacia alcuna. E’ indispensabile diffondere una cultura vera sulla sicurezza e sulla percezione del pericolo.
Penso che la prevenzione sia la via maestra da perseguire, lavorando in particolare sulla preparazione di chi deve controllare e supervisionare questi eventi. Si dovrà concentrare l’attenzione sulle possibilità di anticipare il momento di rilevamento del pericolo, di ridurre i tempi di risposta e di assicurare le vie di fuga.
Pensiamo solo al tempo trascorso tra le prime fiamme e il panico totale, anche un solo minuto in meno avrebbe potuto salvare diverse vite umane. La domanda più atroce alla quale le indagini dovranno rispondere sarà chi potrebbe aver speculato per quel minuto.
Quando si parla di prevenzione incendi, in qualsiasi contesto si parte sempre dal punto che il rischio pari a zero non esiste. Tutte le precauzioni, gli accorgimenti e le soluzioni tecniche possono abbassare in modo significativo il livello di rischio ma non azzerarlo.
In conclusione, è indispensabile che la cultura della sicurezza entri a far parte delle nostre abitudini attraverso la formazione e la simulazione. Se si prende coscienza di quanto sia importante la prevenzione, è possibile sperare che gli incidenti avranno esiti meno drammatici.






