La compliance come ecosistema di sicurezza per dipendenti e clienti
Intervista a Elena Magnani, Head of Real Estate BNL BNP Paribas
Cosa significa essere compliant per una realtà complessa come una grande banca internazionale?
Essere compliant per il Gruppo BNP non significa solo essere certi di non incorrere in sanzioni ma consentire a tutti i dipendenti ed ai propri clienti di agire in un ecosistema di sicurezza che permette a tutti di dedicarsi ai rispettivi esclusivamente alle proprie attività. Questo traguardo ovviamente si ottiene con investimenti mirati frutto di costante attività di scouting e studi di nuove e più performanti tecnologie, ma anche tramite la corretta applicazione delle procedure e attraverso una costante attività di formazione per trasmettere consapevolezza dei rischi e degli strumenti messi a disposizione per mitigarli.
Qual è livello di consapevolezza e di responsabilità che viene offerto dai fornitori e dalla catena subalterna del facility?
L’attenzione alle terze parti è vitale perché si ragiona in termini di partner e non di fornitore; questo approccio è fondamentale perché si ottiene una forte condivisione e sinergia che è essenziale per evitare falle ed incidenti che possano compromettere il business; il perfetto e corretto funzionamento della catena di facility è condizione essenziale per il corretto funzionamento delle attività core delle aziende.
Ritiene sia possibile migliorare la situazione e, in caso, come?
Tutto è migliorabile sempre e per definizione e sul tema delle terze parti sicuramente è necessario un ulteriore cambio di passo. Purtroppo spesso la necessità di doversi affidare a subappalti alza il rischio dell’azienda committente perché sovente questi subappalti sono affidati a società piccole, poco strutturate e con poca consapevolezza che la loro vulnerabilità potrebbe compromettere la postura di sicurezza della azienda che stanno supportando.







