Hanwha Vision, edge computing per l’analisi video in tempo reale per la difesa degli ATM
intervista a Luigi Fontana, Business Development Manager | Hanwha Vision Europe
Per aumentare la sicurezza degli ATM oggi non basta più registrare le immagini dopo un attacco. L’AI può davvero aiutare a prevenire?
Assolutamente sì. La semplice videoregistrazione resta fondamentale per le attività investigative e per la ricostruzione degli eventi successivi a un incidente, ma oggi il mercato richiede un approccio molto più evoluto. Il vero cambiamento consiste nella capacità di individuare situazioni anomale prima che si trasformino in un problema concreto.
Con le soluzioni AI di Hanwha Vision le telecamere non si limitano più a “riprendere” ciò che accade. Grazie all’intelligenza artificiale integrata, possono analizzare in tempo reale ciò che vedono, riconoscere comportamenti sospetti e inviare immediatamente notifiche agli operatori della sicurezza.
Parliamo di situazioni molto concrete: persone che sostano troppo a lungo vicino a un ATM senza effettuare operazioni, movimenti insoliti durante le ore notturne, tentativi di occultare il volto, presenza di veicoli in aree considerate sensibili oppure comportamenti incompatibili con il normale utilizzo di uno sportello automatico.
In tutti questi casi il sistema è in grado di generare un allarme in tempo reale, consentendo agli operatori di intervenire con rapidità. Questo aspetto è fondamentale soprattutto quando si parla di ATM installati in luoghi isolati, aree esterne o punti bancari non presidiati.
L’intelligenza artificiale permette inoltre di migliorare sensibilmente la qualità delle segnalazioni. Uno dei problemi principali dei sistemi tradizionali è infatti l’elevato numero di falsi allarmi, che spesso sovraccaricano le centrali operative e riducono l’efficacia complessiva del monitoraggio. L’AI aiuta proprio a distinguere meglio ciò che è normale da ciò che può rappresentare un rischio reale. Grazie agli algoritmi di analisi video avanzata, il sistema riesce a interpretare il contesto e a filtrare eventi non rilevanti, riducendo le notifiche inutili e permettendo agli operatori di concentrarsi sugli eventi realmente critici.
Oggi le banche affrontano una sfida duplice: proteggere il denaro e le infrastrutture, ma allo stesso tempo garantire sicurezza ai clienti e continuità del servizio. Un ATM fuori servizio a causa di un attacco o di un atto vandalico non rappresenta soltanto un danno economico diretto, ma può incidere sull’esperienza del cliente e sull’immagine dell’istituto.
In questo scenario l’intelligenza artificiale diventa uno strumento strategico perché consente di passare da una logica puramente reattiva a un modello di sicurezza preventiva e proattiva.
Un altro elemento importante riguarda l’integrazione dei sistemi. Le piattaforme moderne di videosorveglianza non lavorano più come strumenti isolati, ma dialogano con software di gestione, sistemi di controllo accessi e centrali operative. Questo permette di creare ecosistemi di sicurezza completi, capaci di raccogliere informazioni, analizzarle e supportare decisioni rapide.
Per esempio, un evento considerato sospetto dall’AI può attivare automaticamente diverse procedure: invio di notifiche agli operatori, attivazione di registrazioni prioritarie, segnalazioni alle forze di sicurezza o controllo immediato delle immagini da remoto.
Inoltre, le tecnologie AI possono contribuire anche alla protezione degli utenti durante le normali operazioni bancarie. Pensiamo a situazioni di aggressione, tentativi di manomissione degli sportelli o comportamenti potenzialmente pericolosi nelle aree ATM. L’obiettivo non è soltanto proteggere le infrastrutture, ma creare ambienti più sicuri e affidabili per clienti e operatori.
Edge o cloud? Per proteggere gli ATM quale approccio è più adatto?
Per questo tipo di applicazioni noi crediamo molto nell’edge, cioè nell’intelligenza direttamente a bordo della telecamera. Il motivo è semplice: quando accade qualcosa vicino a un ATM serve reagire immediatamente. Se l’analisi video viene eseguita direttamente sul dispositivo, l’allarme parte in tempo reale senza dipendere dalla qualità della connessione internet o dal trasferimento continuo dei flussi video verso il cloud.
Questo approccio offre vantaggi molto concreti. Prima di tutto riduce la latenza, cioè il tempo necessario per elaborare le informazioni e generare una risposta. In ambito sicurezza anche pochi secondi possono fare la differenza.
Ci sono poi benefici operativi importanti:
• minore traffico di rete;
• maggiore continuità operativa;
• riduzione dei costi di trasmissione dati;
• tempi di risposta più rapidi;
• migliore gestione delle informazioni sensibili;
• maggiore resilienza anche in caso di problemi di connettività.
L’edge computing rappresenta quindi una soluzione particolarmente efficace per tutte quelle applicazioni in cui rapidità e affidabilità sono elementi essenziali. Detto questo, il cloud continua ad avere un ruolo molto importante, soprattutto per la gestione centralizzata degli impianti distribuiti sul territorio. Pensiamo ad esempio a reti bancarie con centinaia o migliaia di ATM installati in città differenti.
In questi casi il cloud semplifica attività come:
• monitoraggio centralizzato;
• manutenzione remota;
• aggiornamenti software;
• gestione degli utenti;
• archiviazione dei dati;
• analisi aggregate e reportistica.
Per questo motivo oggi non parlerei più di “edge contro cloud”. Le due tecnologie non devono essere considerate alternative, ma complementari.
L’approccio più efficace consiste nel combinare entrambi i modelli: edge per l’analisi immediata e operativa direttamente sul campo, cloud per la supervisione centralizzata e la gestione evoluta dell’infrastruttura. Questa architettura ibrida permette alle organizzazioni di ottenere il massimo sia in termini di velocità sia di scalabilità. Inoltre, l’elaborazione direttamente a bordo camera può contribuire anche al rispetto delle normative sulla privacy e sulla protezione dei dati, perché consente di trattare molte informazioni localmente senza trasferire continuamente grandi quantità di video.
Un altro tema sempre più rilevante è quello della cybersecurity. I sistemi di videosorveglianza moderni devono essere protetti non soltanto dal punto di vista fisico ma anche digitale. Per questo Hanwha Vision investe molto nello sviluppo di tecnologie sicure, aggiornamenti continui e protezione delle infrastrutture di rete.
Ci può parlare di Hanwha Vision, del suo posizionamento nel mercato e dei partner in Italia?
Hanwha Vision è un’azienda internazionale con una lunga esperienza nel settore della videosorveglianza professionale e fa parte di Hanwha Group, uno dei principali gruppi industriali coreani.
Negli ultimi anni abbiamo investito in modo significativo nell’intelligenza artificiale, nell’analisi video avanzata e nella cybersecurity, perché il mercato oggi richiede soluzioni sempre più intelligenti ma anche affidabili, scalabili e sicure.
L’evoluzione della sicurezza passa infatti attraverso sistemi capaci non solo di acquisire immagini di alta qualità, ma anche di trasformare i dati raccolti in informazioni utili per la gestione operativa.
Per questo motivo sviluppiamo tecnologie che aiutano aziende, istituti bancari e organizzazioni pubbliche a migliorare il controllo del territorio, l’efficienza operativa e la capacità di prevenzione.
A conferma dell’affidabilità delle nostre soluzioni, Hanwha Vision è compliant alle recenti direttive nazionali relative alla sicurezza dei sistemi utilizzati nelle Pubbliche Amministrazioni. In particolare parliamo della compliance al DPCM di maggio 2025 e alle Linee Guida sui Criteri di Premialità emanate dall’ACN nell’ottobre 2025. Si tratta di riferimenti sempre più importanti non soltanto per il settore pubblico, ma anche per grandi aziende, utilities, società partecipate e realtà private che richiedono standard elevati di sicurezza e affidabilità tecnologica.
A livello globale siamo presenti in numerosi settori verticali, tra cui banking, trasporti, retail, smart city, logistica e infrastrutture critiche.
Nel settore bancario, in particolare, vediamo una crescente attenzione verso soluzioni integrate capaci di unire videosorveglianza, AI e analisi dei dati per aumentare il livello di sicurezza e migliorare la gestione operativa. In Italia operiamo attraverso una rete di distributori, system integrator e installatori qualificati con cui collaboriamo quotidianamente.
Per noi il rapporto con il canale è fondamentale. Non ci limitiamo a fornire prodotti, ma cerchiamo di costruire relazioni di lungo periodo basate su supporto tecnico, formazione continua e sviluppo condiviso dei progetti. Supportiamo i partner sia nella fase di progettazione sia durante l’implementazione delle soluzioni, con l’obiettivo di creare sistemi realmente efficaci e adatti alle esigenze specifiche dei clienti.
Il mercato italiano è particolarmente interessante perché esiste una forte attenzione sia alla sicurezza sia all’innovazione tecnologica. Sempre più organizzazioni stanno comprendendo che la videosorveglianza moderna non può essere considerata soltanto un sistema di registrazione, ma uno strumento intelligente capace di fornire informazioni utili e supportare decisioni operative.
Oggi i clienti cercano tecnologie in grado di migliorare concretamente la gestione della sicurezza, ridurre i rischi, ottimizzare i processi e aumentare l’efficienza. Ed è proprio in questa direzione che si sta evolvendo il settore: non più semplici telecamere, ma piattaforme intelligenti capaci di integrare AI, analisi video, cybersecurity e gestione centralizzata per offrire una protezione sempre più avanzata e proattiva.
Contatti:
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Tel. +39 02 36572 890
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